Il ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire ha partecipato in questi giorni ai lavori del Forum Ambrosetti tenutosi a Cernobbio ed oggi ha rilasciato una dichiarazione riguardo la mini crisi diplomatica in atto fra Francia e Italia in merito alla faccenda Fincantieri-Stx.

Le tappe del braccio di ferro

Ma facciamo un passo in dietro. Già da tempo Fincantieri ha finalizzato l’acquisizione degli stabilimenti produttivi di Saint-Nazaire, zona industriale situata nella regione della Loira sulla foce dell’omonimo fiume. I cantieri sono stati controllati per anni da Stx, società Coreana fallita nel 2016 dopo una serie di bilanci negativi.

Da qui l’interesse di Fincantieri, che vede negli stabilimenti francesi il luogo di produzione ideale per l’assemblaggio di navi da crociera. A gennaio Fincantieri presentava ai tribunali Coreani l’offerta di acquisizione per il 54,7% di Stx, offerta accettata in quanto considerata la migliore fra quelle pervenute. In uno scenario insolito per come siamo abituati a conoscere l’impresa nostrana, in questo caso l’Italia metterebbe i soldi, la Francia la forza lavoro.

Ma l’asset è visto come strategico dalla Francia, restia a cederne anche solo una parte a investitori stranieri. E la cosa non deve sorprendere, visto che a Saint-Nazaire vengono prodotte le più grandi imbarcazioni al mondo: qui appaltano le loro commissioni, per citarne solo due, anche Royal Carribean e MSC.

Il dietro front di Macron

Infatti, fila tutto liscio fino a giugno, quando il neoeletto Macron fa sapere che l’accordo va ridiscusso, rinegoziato “per garantire la stabilità dei posti di lavoro e la sovranità della compagnia”.

Inizia allora il braccio di ferro fra Italia e Francia sulla liceità delle pretese transalpine, sollevate ben sei mesi dopo che l’accordo fosse concluso. Fino ad arrivare alla giornata di oggi, con le parole di Le Maire: “L’11 settembre sarò a Roma per incontrare Padoan e trovare un compromesso. Vogliamo trovare una soluzione, spero entro fine mese“.

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