Panico per le centinaia di milioni di persone che ogni giorno hanno a che fare per svago o per lavoro con un computer o con un device mobile, i quali risulterebbero portatori di una grave falla che comprometterebbe la sicurezza dei dati quotidianamente condivisi con le nostre macchine.

A scoprire il buco sono stati tre team di ricerca differenti: quello del Politecnico di Graz, la società tedesca di sicurezza informatica Cerberus e la squadra che lavora al progetto Zero di Google. Secondo i ricercatori, le falle sarebbero almeno due. Una prima, denominata Meltdown, interesserebbe solo i dispositivi con processore Intel. La seconda, che ha preso il nome di Spectre, riguarderebbe invece sia AMD che ARM, oltre a Intel.

In termini pratici le falle esporrebbero gli utenti a un serio rischio di furto dati e password, e avrebbero a che fare con la cosiddetta “esecuzione speculativa” dei processori, quell’operazione di predizione risultati che i nostri processori effettuano prima ancora che venga loro impartito qualsiasi comando.

Intel minimizza, facendo presente che la vulnerabilità “non ha il potenziale di corrompere, modificare o eliminare dati”. Certo è strano che il CEO della società, Brian Krzanich, abbia deciso di vendere azioni Intel per un valore di 24 milioni di dollari proprio nel mese di novembre, un periodo nel quale era sicuramente a conoscenza della vulnerabilità.

Nel frattempo le grandi case informatiche sono già corse ai ripari. Windows ha già rilasciato il suo aggiornamento di dicembre, sebbene pare che questo potrà inficiare sulle prestazioni dei PC per valori che oscillano fra il 5 e il 30%. Una zavorra che comunque dovrebbe essere attutita col tempo, quando futuri aggiornamenti dovrebbero riuscire a mantenere alta la sicurezza restituendo anche fluidità al sistema operativo. Anche Apple non si è fatta pregare, rilasciando l’update 10.13.2 per MacOS e preannunciando ulteriori migliorie per la 10.3.3.

Sulla stessa falsariga si è mosso anche il team di Google, che in una nota ha fatto sapere di aver già ultimato i lavori per gli aggiornamenti di Android e Chrome OS.

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