Dopo anni di pressioni mediatiche e campagne, e sulla scia di un lungo e articolato dossier curato dal professor Pier Luigi Petrillo, l’arte di fare la pizza è stata finalmente inserita dall’Unesco nella prestigiosa lista dei patrimoni intangibili dell’umanità.

La notiza è arrivata questa notte, mentre il consiglio era riunito a Seoul per deliberare sulle varie candidature, ritenendo all’unanimità che quella italiana fosse degna di essere inserita nell’ambito elenco. Un’arte, quella del pizzaiuolo, antica di trecento anni che – si legge nella nota Unesco – “comprende gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacità di maneggiare l’impasto della pizza, esibirsi e condividere“.

Un qualcosa di intimamente legato all’indole umana, ai piaceri della tavola e a quelli della convivialità, che nel corso dei secoli ha portato la pizza dall’essere un alimento per poveri a diventare pietanza di respiro internazionale, democratica, egalitaria.

Unesco: congratulazioni all’Italia

Il primo a dare la notizia alla rete è stato il profilo twitter dell’organizzazione, che ha cinguettato: “L’arte del ‘Pizzaiuolo’ napoletano è appena stata inclusa nella lista delle eredità culturali intangibili rappresentative dell’umanità. Congratulazioni all’Italia!”

Congratulazioni immediatamente rilanciate dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris, che vede in quello dell’Unesco un riconoscimento storico: “grazie ai pizzaioli napoletani, che vivono ed operano a Napoli e in tutto il mondo, grazie a tutti quelli che hanno firmato per questa petizione. È il segno della potenza di Napoli attraverso la sua arte, la sua cultura, le sue tradizioni, le sue radici, la sua creatività, la sua fantasia. Una grande vittoria per Napoli e per la pizza napoletana”.

Entusiasta anche il governatore della Campania Vincenzo De Luca, secondo cui “la Campania è il luogo in cui l’eccellenza alimentare diventa cultura, questo è quanto dimostra il riconoscimento dell’Arte del Pizzaiuolo quale Patrimonio Immateriale dell’UNESCO”.

E ancora su twitter, il Ministro per il Beni Culturali Dario Franceschini ha voluto esternare la sua soddisfazione sottolineando come questo riconoscimento arrivi alla vigilia di un anno, il 2018, che sarà quello del cibo italiano nel mondo.

La gioia per il riconoscimento coinvolge dunque tutte le parti sociali e politiche, scavalcando l’ideologia, la classe di appartenenza, il credo e la soggettività. Una gioia che, una volta tanto, ci rende tutti uguali.

Come la pizza.

Garcinia Cambogia dimagrisce

LEAVE A REPLY