Secondo quanto emerso da una ricerca Eurostat del 2015, il 25% della popolazione europea, ovvero 120 milioni di persone, rischiano quotidianamente di scendere al di sotto della soglia di povertà e quindi dell’inclusione sociale. E le categorie più a rischio sono anche quelle più deboli; rientrano infatti in questa larga classe sociale i disoccupati, le donne, i bambini, i diversamente abili e le famiglie con un solo genitore.

Agea (M5S): “povertà ed esclusione non appartengono all’Europa”

Anche per questa ragione, in Europa più che in Italia è da sempre vivo il dibattito sul reddito minimo garantito, che negli ultimi giorni sembra aver trovato un primo segnale di concretezza. Gli europarlamentari della commissione lavoro hanno infatti approvato una risoluzione che fra i suoi contenuti chiede di sollecitare tutti i Paesi membri di avviare politiche atte ad introdurre il reddito minimo in ogni Nazione afferente all’UE. Raggiante Laura Agea, deputata al Parlamento Europeo per il MoVimento 5 stelle: “Povertà ed esclusione sociale ” fa sapere la Agea “non appartengono agli Stati membri in maniera individuale, ma riflettono lo stato dell’Europa che deve dare risposte a questa emergenza”.

Il MoVimento fa del reddito di cittadinanza uno dei suoi cavalli di battaglia sin dall’inizio di questa legislatura, e si tratta di una delle poche misure che in linea più o meno costante trova il supporto di tutte le parti politiche. Pertanto non deve sorprendere che proprio un’eurodeputata grillina si sia fatta relatrice della risoluzione.

L’ipotesi di un reddito misto

La formulazione del sistema di reddito minimo potrà essere decisa in piena libertà da ogni Paese membro e potrà prevedere soluzioni cumulative o alternative a quella dell’erogazione economica semplice. Fra le ipotesi, si pensa ad esempio a forti sconti sui trasporti pubblici o sulla casa, su scuola e istruzione superiore, nonché a tutti quei canali agevolati per l’accesso al mondo del lavoro per chi è disoccupato.

Un sistema armonico e variegato quindi, che ha visto il voto favorevole di 36 europarlamentari (7 i contrari, 4 gli astenuti) e che potrebbe quindi evolvere nell’approvazione di un provvedimento non vincolante.

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1 COMMENT

  1. La Risoluzione, come Lei dovrebbe sapere, non ha carattere vincolante.
    Vale a dire che in Italia se ne infischiano. E’ da 25 anni che l’Unione Europea con una Raccomandazione ha invitato tutti i paesi europei a provvedere in tal senso.Questi sono i risultati.

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