Algeri, impazzano le proteste per annullare il voto

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Ad Algeri, e in generale in tutta l’Algeria, oramai da quasi una settimana si stanno verificando violente proteste per portare all’annullamento del voto per eleggere il successore dell’ 82 enne Abdelaziz Bouteflika, costretto a dare le dimissioni dopo un lungo e sanguinoso regno durato ben 20 anni.
Le elezioni sono già iniziate lo scorso sabato, ma solo per gli algerini residenti all’estero poichè sono praticamente lo stesso numero di quelli presenti all’interno dei confini, a causa della grave diaspora causata dalla situazione al limite del vivibile presente in Algeria.

Tutta la campagna elettorale, durata 2 giorni, non è stata praticamente mai seguita dai cittadini. In quanto impegnati, come ormai da mesi, a proteste e rivolte in piazza contro il Governo. Infatti,  oggi, come tutti i venerdì degli ultimi mesi, la popolazione è scesa in piazza per il 42 esimo venerdì consecutivo di mobilitazione popolare. 

Ora la domanda che sorge spontanea è come mai, la popolazione algerina, nonostante le dimissioni del Presidente contro cui hanno protestato e continuano a protestare, vogliono annullare a tutti i costi queste nuove elezioni democratiche?
La risposta è molto semplice: tutti e 5 i candidati papabili per la vittoria finali, sono parte o hanno fatto parte dell’ elite politica di Abdelaziz Bouteflika oppure fanno parte dell’esercito, i cui membri sono sempre stati fedeli al presidente / dittatore negli ultimi 20 anni.
La paura quindi del popolo algerino è che, chiunque sia il vincitore, a comandare rimanga da dietro le quinte lo stesso Bouteflika e che quindi tutte le loro proteste siano risultate quindi inutili.

A questo punto la situazione rimane incerta.
Da una parte, la classe politica favorevole a Bouteflika  spinge per concludere queste faticose elezioni, dall’altra il popolo e qualche oppositore politico spingono all’annullamento, minacciando azioni anche violente.
Alla fine quale sarà la miglior soluzione? Vi aggiorneremo come sempre sul nostro sito.