Naufragio in Marocco, 7 morti e 20 dispersi

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Il Mar Mediterraneo continua a mietere vittime innocenti, questa volta non si parla delle costa libiche, ma di quelle marocchine.
E’ di oggi infatti la notizia che un barcone con a bordo quasi un centinaio di migranti (il numero è ovviamente incerto, probabilmente erano molti di più) è stato praticamente distrutto dal mare in tempesta.
Al momento, i morti sicuri sono 7. Mentre i dispersi ufficiali, ovvero coloro di cui si è tenuta traccia, sono 20.
L’allarme è stato lanciato attraverso l’ONG Alarm Phone con le seguenti parole: “Siamo distrutti e speriamo che altri sopravvissuti vengano trovati”.
Una frase che ha da subito fatto capire la gravità dell’accaduto e messo in moto i soccorsi che però arrivati sulla scena del disastro hanno potuto fare ben poco vista la condizione del mare.

Ripercorrendo quindi la vicenda, il barcone pieno di uomini donne e bambini è partito alle prime luci dell’alba dalle coste marocchine in cerca di fortuna ma, come spesso accade in questi casi, la fortuna gli si è voltata contro.
Infatti, come nel peggiore degli incubi, il barcone si è imbattuto in una vera e propria tempesta con mare agitatissimo e venti ad oltre 100 Km/h.
Inutile dire che il barcone improvvisato dai poveri migranti è stato distrutto in men che non si dica.

I primi a soccorrere i migranti in mare, appena le condizioni lo hanno permesso, sono stati i membri della ONG Alarm Phone che, dopo aver salvato 63 persone e constatato la morte di 7, hanno lanciato l’allarme in cerca di aiuto per trovare le altre 20 persone (tra cui donne e bambini) ancora disperse.
Con queste morti, il numero di vite che il Mar Mediterraneo si è preso è ormai enorme e molto probabilmente aumenterà con il passare dei mesi.

A questo punto  viene da chiedersi, non sarebbe il caso di provare a risolvere questa situazione drammatica?