Usa – Ankara, tensione alle stelle

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Le parole di Erdogan, presidente e dittatore della Turchia, riecheggiano come una vera e propria bomba.
Oggi infatti, il leader turco ha dichiarato: POSSIAMO CHIUDERE BASI USA SE NECESSARIO

Dopo gli ultimi screzi, prima sui social poi in dichiarazioni ufficiali, arriva oggi, durante un intervista sulla rete nazionale turca, l’affermazione di Erdogan che potrebbe far saltare il banco e portare ad una vera e propria crisi istituzionale tra Stati Uniti d’America e la sua Turchia.
Infatti, il Premier turco ha oggi dichiarato che se sarà necessario, ordinerà di chiudere e sgomberare, con la forza se necessario, le basi USA presenti sul territorio turco.
In particolare, le  basi statunitensi che sarebbero interessate a questa chiusura con sgombero, sono quella  di Incirlik, nella provincia meridionale di Adana, e poi quella di Kurecik, nella provincia orientale di Malatya, ovviamente entrambe piene di soldati americani.

La dichiarazione, come detto sopra, non è però casuale. Infatti questo attacco verbale vero gli Stati Uniti e verso il presidente Donald Trump, arriva non a caso dopo 2 azioni degli Usa che evidentemente non sono andate giù ad Erdogan.
La prima cosa è stato il voto la risoluzione approvata dal Senato americano sul genocidio armeno del 1915 messo in atto dai turchi; la seconda è stata la dichiarazione di Trump in cui il Presidente parlava di eventuali sanzioni da imporre ad Ankara a causa del sistema di difesa missilistico S-400. Ritenuto pericoloso e non indispensabile.

A questo punto, il rapporto mai idilliaco tra due personalità forti come Erdogan e Donald Trump sembra del tutto compromesso.
A farne le spese però, se lo scontro andrà avanti e supererà le semplici dichiarazioni, saranno come sempre i normali cittadini che, oltre che esprimere un semplice parere sull’argomento, non potranno fare nulla se non subire passivi le scelte dei loro capi di Stato, votati o meno che siano.