Brexit, il Parlamento britannico approva l’accordo

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Britain's Prime Minister Boris Johnson, second left behind, walks through the Commons Members Lobby to hear the Queen's Speech in Parliament, in London, Thursday, Dec. 19, 2019. Britain's parliament returns following the election, for the State Opening of Parliament. (AP Photo/Kirsty Wigglesworth, Pool)

Dopo mesi, anzi anni di negoziazioni, dopo Governi in crisi e altrettante crisi istituzionali con altri Paesi, oggi il Parlamento della Gran Bretagna ha approvato l’accordo che prevede l’uscita in tempi brevi della Nazione della Regina Elisabetta  dall’Unione Europea.

Infatti proprio nella data odierna la Camera dei Comuni del Regno Unito ha approvato velocemente in seconda lettura il famoso e per tanto tempo contestato Withdrawal Agreement, ovvero la legge attuativa che permetterà in tempi molto brevi l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea (si parla del prossimo 31 gennaio), in base all’ accordo raggiunto tra il primo ministro Boris Johnson e i negoziatori europei.
Questo accordo è stato approvato con molta facilità, come previsto, con 358 voti a favore e 234 contrari.
Risultato ottenuto grazie all’ ampia maggioranza ottenuta dai Conservatori di Johnson alle ultime elezioni dello scorso 12 dicembre.
Bisogna specificare però che questo voto non è stato decisivo, poiché mancano ancora alcuni altri passaggi al fine che l’accordo diventi effettivo, ma rimane comunque il primo voto su Brexit dopo l’insediamento del nuovo parlamento e quindi una grande dimostrazione di forza della nuova maggioranza dei Conservatori di Johnson.
I prossimi passi per questo accordo tra Gran Bretagna e Unione Europea, sarà prima un’altra votazione alla Camera dei Comuni (ovvero l’approvazione in terza lettura) e poi il testo passerà alla Camera dei Lord, dove una volta approvata diventerà un accordo ufficiale.

L’accordo in realtà era già stato approvato in prima lettura, nelle settimane antecedenti all’annuncio delle elezioni.
Rispetto a quella prima lettura sono state cambiate alcune cose tra cui l’aggiunta di una particolare clausola che esclude una proroga del periodo di transizione oltre il 31 dicembre 2020: in questo maniera entro quella data stabilita il Regno Unito dovrà uscire dall’Unione Europea anche non avrà ancora raggiunto un accordo commerciale con la controparte.

Vedremo nei prossimi giorni se Johnson riuscirà a concludere il tutto entro il 31 gennaio.