Morti sul lavoro in Francia, suicidi e depressione

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Come in tutto il Mondo, anche in Francia uno dei problemi principali sono le morti sul posto di lavoro. Questa volta però, non si tratta di sicurezza o incidenti, ma bensì di suicidi causati da persone  che invece avrebbero dovuto migliore le tue condizioni lavorative.
Stiamo parlando di quanto avvenuto in Francia, precisamente nelle sedi di France Télécom.
Infatti, tra il 2007 e il 2010, in seguito ad un’imminente ristrutturazione aziendale, ben 35 dipendenti si tolsero la vita, senza un’apparente motivazione extra lavorativa.
L’altissimo numero di suicidi ha fatto puntare l’attenzione delle autorità transalpine sull’azienda e oggi, dopo anni di indagini e sorprese, è stato dichiarato colpevole l’ex amministratore delegato Didier Lombard e condannato ad un anno di carcere e 15000 euro di multa.

Le motivazioni di questa sentenza, vanno cercate all’interno dei fascicoli dell’inchiesta.
Infatti tramite indagini ed anni ed anni di interrogatori, è venuta fuori una situazione infernale che tutti i dipendenti di France Telecom erano costretti a vivere ogni giorno.
Infatti dagli atti emerge che, a cavallo tra gli anni 2007 e 2008 all’interno dell’ azienda di era instaurato clima nocivo di molestie “morali e istituzionali”.
In particolare in quel periodo l’amministrazione aveva messo in atto i piani di ristrutturazione denominati Next” e “Act”, con l’obiettivo di riorganizzare France Télécom in tre anni.
Potrebbe sembrare tutto normale ma, la cosa inquietante, è che i piani prevedevano il taglio di 22mila posti di lavoro, quasi uno su cinque del totale.

Ovviamente, l’ex amministratore Didier Lombard delegato ha sempre negato e continua tutt’oggi a negare anche dopo la sentenza.
Anche se, una delle prove principali della sua colpevolezza, è riportata in una chiamata con un membro della società in cui asseriva fiero e con tono malizioso che avrebbe “indotto le persone a uscire in un modo o nell’altro, attraverso la finestra o la porta”.
Una frase che non lascia alcun dubbio.