Coronavirus: gestire la crisi monitorando i flussi di spostamento?

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In Corea del sud, funziona il metodo per tracciare gli spostamenti dei cittadini, limitando così la diffusione del coronavirus. Attualmente si sta studiando come applicarla nel  nostro Paese, ma le problematiche non sono poche.

Stanno arrivando molti proposte al Ministero dell’Innovazione, ma si procede cautamente come ha spiegato Nunzia Ciardi: “Tecnicamente – spiega la direttrice del servizio, è fattibile, ma sarebbe uno strappo importante alle regole che ispirano il nostro ordinamento sulla tutela della privacy. Ovviamente – sottolinea – oggi siamo in un’emergenza straordinaria e potrebbe anche giustificarsi una deroga a quei principi generali. Una valutazione spetta a chi strategicamente, politicamente e giuridicamente deve gestire l’emergenza”.

Questo metodo è stato già applicato il Lombardia, utilizzando le cellule telefoniche, ma controllando solo i grandi flussi per capire in che modo le persone si spostano sul territorio, senza nessuna volontà di controllo come ha spiegato il Presidente Attilio Fontana.

Mentre il Garante della Privacy, Antonello Soro, frena questo metodo e afferma: “mi sfugge l’utilità di una sorveglianza generalizzata alla quale non dovesse conseguire sia una gestione efficiente e trasparente di una mole così estesa di dati, sia un conseguente test diagnostico altrettanto generalizzato e sincronizzato”. Per lui controllare gli spostamenti per avere solamente una grafica generale dei flussi di spostamento è quasi inutile.

Attualmente il governo non ha ancora preso posizioni al riguardo, ma tantissimi sviluppatori sono già pronti per presentare numerosi progetti al ministero dell’Innovazione guidato da Paola Pisano. A tal proposito Luca Forensti, delegato della rete di poliambulatori specialistici Centro medico Santagostino ha affermato che stanno lavorando ad un’app  che possa essere utilizzata dalle istituzioni per gestire l’emergenza. Un’ app simile è stata sviluppata dall’Università di Urbino. Inoltre il tracciamento dei dati potrebbe essere attuato mediante gli operatori di telefonia mobile,tramite le app, o chiedendo i dati ai colossi della tecnologia Google e Facebook.